Periplo del mare eritreo

di Anonimo del I sec. d. C. e altri testi sul commercio tra Roma e l'Oriente attraverso l'Oceano Indiano e la Via della seta

Periplo del mare eritreo

di Anonimo del I sec. d. C. e altri testi sul commercio tra Roma e l'Oriente attraverso l'Oceano Indiano e la Via della seta

Belfiore Stefano


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l "Periplo del Mare Eritreo" è stato ritenuto "uno dei libri più affascinanti pervenutici dall'antichità" da Sir Mortimer Wheeler, professore di archeologia romana all'Università di Londra, in un'opera divenuta presto un classico dell'archeologia: "Civiltà romana oltre i confini dell’Impero”. Come egli stesso riferisce, in una calda mattina di maggio del 1945 quando era sovrintendente alle ricerche archeologiche in India vide balzar fuori dal fossato di scavo ad Arikamedu, lungo la costa del Golfo del Bengala, uno dei suoi studenti indiani che agitava un grande frammento d'un piatto rosso: recava il timbro di un vasaio i cui forni avevano prosperato quasi duemila anni prima nei dintorni di Arezzo, in Italia. Il Periplo del Mare Eritreo, di anonimo greco-egiziano del I sec. d.C., è un testo fondamentale per la conoscenza delle relazioni commerciali di Roma con l'Africa, l'Arabia, l'India e, indirettamente, l'Estremo Oriente in un periodo di grande espansione e stabilità per l'Impero. In questo manuale di navigazione e commercio del tutto unico sfilano davanti a noi innumerevoli porti, empori e merci esotiche e preziose, collegati attraverso una fitta rete commerciale che coinvolgeva regni, popoli, operatori e investitori di diversa provenienza: greci, romani, arabi, indiani e orientali. L'opera presenta le caratteristiche proprie del genere "periplo" - una descrizione lineare delle coste simile al più moderno portolano la cui accuratezza, secondo un esperto del IV sec., d.C., Marciano di Eraclea, "non sta soltanto nella posizione dei luoghi, delle città, delle isole e dei porti, ma soprattutto negli stadi e nella misurazione delle località” (Periplo del Mare Esterno 12) - ma si fa apprezzare anche per le osservazioni di tipo commerciale, politico, storico, etnografico e anche archeologico. Il testo, conservato in un unico codice del X secolo, è però anche di grande importanza geografica: esso ci conferma le nozioni geografiche degli antichi al principio della nostra era - il Mare Arabico come mare semichiuso, un mare orientale che si unisce all'Oceano settentrionale, la potenziale circumnavigabilità dell'Africa... - ma, completando quanto sappiamo da autori come Strabone, Plinio il Vecchio e Tolomeo, ci illumina su territori, siti, merci e pratiche commerciali dell'Oceano Indiano che altrimenti ci risulterebbero ignoti o solo superficialmente conosciuti. In questo senso il Periplo contribuisce a una storia universale del mondo antico fondata su relazioni commerciali possibili grazie al consolidamento delle conoscenze geografiche, l'appropriazione degli spazi marini e lo sfruttamento della navigazione d'altura attraverso venti periodici quali i monsoni.
Ean / Isbn
978888869218
Pagine
280
Data pubblicazione
10/10/2004