L'interesse scientifico dell'area carsica di Pietrasecca era già ben presente agli "addetti ai lavori" molto prima che venisse scoperta la Grotta del Cervo e che su quel territorio venisse istituita la Riserva Naturale. Infatti, già alla fine degli anni '70 e agli inizi degli anni'80 l'Università di Roma effettuava una serie di studi geomorfologici e idrologici sul bacino di alimentazione della Grotta dell'Ovito, con la realizzazione anche di uno stramazzo e la messa in opera di un idrometrograto all'ingresso della cavità. Dal punto di vista speleologico, invece, nonostante la presenza della Grotta dell'Ovito, l'area diventa di interesse nazionale solamente quando nel 1984 viene effettuato uno scavo nella frana che occludeva completamente l'ingresso della Grotta del Cervo. Già dalle prime esplorazioni, questa cavità dimostrava il suo eccezionale interesse non solo speleologico ma anche e soprattutto scientifico, con il ritrovamento di importanti reperti archeologici e paleontologici, tali da giustificare la sua immediata chiusura da parte della Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo. Tale chiusura, fortemente criticata dal mondo speleologico che si sentiva ingiustamente privato di un patrimonio venuto alla luce per proprio esclusivo merito, permetteva però di preservare intatti i depositi fisici e chimici della grotta che potevano quindi essere studiati in condizioni ideali. Cosa che avveniva puntualmente nei primi anni '90 quando la Sezione Carsologia del Gruppo Nazionale "Geografia Fisica e Geomorfologia" coordinava uno studio multidisciplinare su tutta l'area carsica di Pietrasecca i cui risultati, apparsi come monografia nel 1994, servivano da base e supporto scientifico alla realizzazione, da parte della Regione Abruzzo, di una Riserva Naturale Orientata su tutto il bacino del sistema carsico Grotta del Cervo-Grotta dell'Ovito. Ora, per evitare che la conoscenza scientifica rimanga, per così dire, isolata all'interno delle "cittadelle del sapere", è fondamentale che si abbia una divulgazione il più possibile capillare e per questo sono sicuramente importanti le guide didattiche che aiutino il turista attento e rispettoso dell'ambiente a leggere il paesaggio della Riserva Naturale. Con questa pubblicazione si è voluto quindi riempire questa lacuna e mettere la Riserva Naturale delle Grotte di Pietrasecca in grado di programmare in maniera ottimale una fruizione didattico-turistica.
Data pubblicazione
04/04/2002