Blocco di Malta e l’esigenza "C3"

nel contesto della Guerra in Mediterraneo Gennaio-Agosto 1942

Blocco di Malta e l’esigenza "C3"

nel contesto della Guerra in Mediterraneo Gennaio-Agosto 1942

Mattesini Francesco


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Negli anni precedenti l’inizio della Seconda guerra mondiale l’importanza strategica di Malta era stata considerata dalle Regie Forze Armate italiane, e la sua conquista era ritenuta necessaria nel caso di un conflitto con la coalizione franco-britannica. Ma nessuno studio fu realizzato per un’invasione dell’isola da affidare alla Regia Marina. Con l’inizio della guerra, il 10 giugno 1940, fu erroneamente ritenuto che l’impresa fosse troppo ambiziosa. La situazione cambiò poco dopo con la caduta della Francia sotto i colpi di maglio delle armate germaniche, e lo Stato Maggiore della Marina fu incaricato dal Comando Supremo – allora alle dipendenze del Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio – di studiare un progetto d’invasione. Lo studio, affidato all’Ufficio Piani di Supermarina – l’organo operativo dello Stato Maggiore della Regia Marina – sopravvalutò le forze britanniche, fino a sconsigliare qualsiasi tentativo di sbarco per la carenza di mezzi navali anfibi. Riesaminato nei mesi di aprile e maggio del 1941, ancora una volta si concluse che, per superare l’insieme di fortificazioni costiere e le difese interne di Malta, mancavano agli italiani truppe addestrate a operazioni anfibie, nonché i mezzi da sbarco; erano anche carenti le forze aeree disponibili che dovevano essere raccolte per la protezione delle unità navali e per l’appoggio all’invasione. Nell’estate del 1941 i britannici con aerei e sommergibili che partivano da Malta causarono pesanti perdite ai convogli italiani. Il nuovo Capo del Comando Supremo, generale Ugo Cavallero, rispolverò quindi il progetto di sbarco. E in ottobre il generale Mario Roatta – Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – fu ufficialmente incaricato di approntare i piani per l’invasione di Malta, denominando il progetto Operazione “C.3”. Da questo momento i piani di sbarco, alla cui stesura contribuirono anche i tedeschi – sebbene Adolf Hitler, a differenza di Benito Mussolini, fosse stato inizialmente esitante – furono sempre più perfezionati, fino a stabilire che l’operazione “C.3” (“Hercules” per i tedeschi), a cui dovevano partecipare quattro divisioni da sbarco e tre di paracadutisti e truppe aviotrasportate, con l’appoggio di tutte le forze aeree italiane e tedesche e di tutta la Marina italiana, si sarebbe dovuta realizzare per la fine del mese di giugno. Fu poi spostata al mese di agosto per la necessità di impiegarne parte delle forze in appoggio all’offensiva del generale Erwin Rommel contro Tobruk e per l’avanzata in Egitto. Questo libro riporta in forma esaustiva quali furono gli avvenimenti che si verificarono dall’ottobre 1941 all’agosto 1942 quando, a causa della sfavorevole situazione del fronte terrestre venuta a formarsi nella zona egiziana di El Alamein, fu presa la decisione di rimandare l’operazione, che non si sarebbe mai realizzata, alla primavera-estate del 1943.
Ean / Isbn
978889043382
Pagine
388
Data pubblicazione
20/01/2022