Al tempo dell'Italia liberale, fra l'Unità e la Grande guerra, i militari leggevano. Al di là della stampa più tecnica preparata dagli Stati maggiori, esisteva infatti una ricca pubblicistica periodica specificamente indirizzata agli ufficiali e ai sottufficiali dell'Esercito e della Marina. Periodici mensili, settimanali, trisettimanali (editi un giorno sì ed uno no) erano stampati e diffusi nelle caserme. A scriverli erano militari in servizio o in pensione, ma anche civili sinceramente interessati e competenti in questioni belliche. Il fatto era che allora gli ufficiali erano parte integrante della classe dirigente nazionale e che un sistema politico liberale permetteva, ovviamente con qualche riserbo, un certo dibattito sulle questioni militari. Condizioni che il fascismo distrusse e che l'Italia repubblicana e democratica è sembrata disinteressata a ricreare. Per tali ragioni l'esperienza di quei 'fogli in uniforme' è stata dimenticata. Le loro collezioni, peraltro di assai difficile reperibilità, non sono state più studiate. Gli autori di questo volume invece finalmente analizzano questi giornali indirizzati a ufficiali dell'esercito, della marina, della guardia nazionale, dei carabinieri e della guardia di finanza, ma anche alle associazioni dei reduci e ai funzionari della polizia. Mettono in relazione questi fogli con la storia della vita politica e militare del Paese. Ne spiegano la ricchezza come fonte e come specchio di una mentalità e di un intero periodo storico. Riemerge così un capitolo importante e dimenticato non solo della storia della stampa o della storia militare ma dell'intera storia dell'Italia liberale.
Data pubblicazione
20/03/2016