A lungo disabitate, le Galapagos erano anche chiamate, in spagnolo, "Encantadas", probabilmente con l'accezione di "stregate" e trattate con un certo fastidio, se non addirittura ribrezzo, non solo dallo stesso Darwin ma anche da autori come Herman Melville, il padre di Moby Dick. Le isole che compongono l'arcipelago sono microcosmi difficili, fortemente condizionati dalle correnti oceaniche e da variabilissime stagioni. Benché in gran parte ancora prive di presenza umana residente, oggi hanno sviluppato un turismo, principale sostegno per le comunità locali, che tiene in grandissima considerazione la conservazione dell'ambiente, cercando di limitare, con esempi virtuosi, l'impatto dell’uomo sui delicatissimi ecosistemi, sia terrestri che marini. Molte zone sono difficili o addirittura impossibili da raggiungere e su tutte vegliano, rigorosissimi, immancabili e inflessibili, gli operatori del Parco Nazionale. E cosi, anche se la diversità ed il comportamento stesso degli animali sono certamente cambiati rispetto a come venivano raccontate nel XIX secolo, una visita a queste isole “incantate” consente ancora di godere della vicinanza di un numero di specie animali e vegetali realmente incredibile, dai pinguini alle iguane, dai leoni marini alle tartarughe giganti, immerse in un ambiente vulcanico spettacolare. Con questo diario illustrato del nostro viaggio, corredato da appunti di scrittori e scienziati che hanno frequentato l'Arcipelago prima di noi, spero di suscitare la curiosità del lettore verso quello che è l'Eldorado di ogni naturalista.
Data pubblicazione
10/12/2025