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T.N.A.Doria 1956-2006

per non dimenticare

di AA.VV.

240 pagine ISBN: 978887563135
Anno di pubblicazione: 2006

Alle ore 23.10 del 25 luglio 1956, durante la sua 51 traversata, l'Andrea Doria entrò in collisione con la motonave rompighiaccio Stockholm e, 11 ore dopo, affondò e delle 1706 persone a bordo, tra passeggeri ed equipaggio, 46 persero la vita. L'Andrea Doria, sotto il comando del capitano Piero Calamai, viaggiava da Genova a New York su quella che allora veniva chiamata “la rotta del sole”. Non è mai stato emesso alcun verdetto che indicasse il colpevole della collisione, ma gli svedesi attribuirono fin da subito la responsabilità alla nave italiana e, da allora, il peso di questo sospetto continua a gravare sull'equipaggio. Testimonianze e autorevoli pareri tecnici, fino ad ora noti solo ad alcuni addetti ai lavori, sono stati raccolti in questo libro per fare chiarezza sulla collisione Stockholm-Andrea Doria e mostrare quanto poco sia stato fatto da parte italiana per difendere l'operato del comandante Pietro Calamai e del suo equipaggio. Il capitano Eugenio Giannini, allora terzo ufficiale di coperta, rievocando quei tragici momenti, racconta che la Stockholm navigava a dritta su una rotta parallela a quella dell'Andrea Doria quando, virando improvvisamente a destra, colpì con la prua la nave italiana. Opposta la versione rilasciata da Cartens, terzo ufficiale in coperta della Stockholm, che negò fin da subito la posizione a dritta della sua nave. La vicenda processuale seguita al disastro fu esemplare: la Società di Navigazione Italia decise per il silenzio, abbandonando di fatto il comandante e l'equipaggio, senza dar loro la possibilità di difendersi o di rilasciare interviste; al contrario, la piccola compagnia svedese difese e appoggiò in tutti i modi i suoi uomini. Inoltre, a ridosso del disastro, Alvin Moscow, giornalista americano, pubblicò un libro che contribuì a divulgare la versione svedese. Il primo a confutarla, attribuendo la responsabilità della collisione alla Stockholm e al suo equipaggio, fu J.C. Carrothers, dell'Accademia Navale degli Stati Uniti, in un lungo articolo pubblicato nel 1971. In seguito, anche un altro membro dell'Accademia Navale di King's Point, Meurn, scofessò la tesi di Moscow. Una vicenda ancora aperta quindi e, a cinquanta anni da quel tragico evento, un libro per avvicinarsi alla verità.

Lo trovi in: LIBRI > MARINA MERCANTILE NAVI


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