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| Caterina, l'intrepida sposina |
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| L'equipaggio |
I turni di notte filano via in un attimo, i delfini ogni mattina ci danno il buongiorno giocando con la prua della barca e facendo salti ed evoluzioni, mai viste prima in mediterraneo, e le onde diventano sempre più grandi. Dopo un primo momento di spaesamento e, perché non dirlo, anche di paura, di colpo tutto diventa naturale: dormire a turni, dondolare in continuazione, camminare sempre tenendosi con un mano a qualche appiglio, agguantare il piatto e il bicchiere per non farli volar via dal tavolo, tutto diventa istintivo e non ci si accorge neanche più di farlo.
Le cose vanno avanti così per un bel po’, notte e mattina a ciondolare in mezzo al mare, (ne approfittiamo per fare un tuffo nell’Atlantico) pomeriggio con un filo di vento che, con lo spi o il gennaker, riesce a farci muovere alla velocità smodata di 3 nodi. Gli amici intanto ci mandano messaggi sul nostro satellitare dicendoci che una bassa pressione posizionata sulle Azzorre, schiaccia l’Aliseo molto a sud e se vogliamo prenderlo prima del 40° meridiano dobbiamo scendere parecchio. Così facciamo, aiutati anche da uno stranissimo vento da sud-ovest (ma l’Aliseo non veniva da nord-est???) e 50 ore di bolina tutte sullo stesso bordo, arriviamo dove ci avevano detto avremmo incontrato il famoso vento propizio alla nostra traversata, ma dell’Aliseo nessuna traccia. Ci sono tutti i suoi segni: le onde alte come colline, le nuvole a ciuffetto e i pesci volanti ma del vento neanche l’ombra. Dopo alcuni riti scaramantici, un’altra notte a ciondolare, cercando di tenere le onde in poppa per non rollare troppo, e una mattinata con pioggia stile Londra, di pomeriggio ECCOLO FINALMENTE. Ora si che si cammina, con le vele a farfalla facciamo 7 nodi e mezzo. Le onde sono diventate enormi, le vedi arrivare e pensi: ora mi cade addosso! E invece sollevano la barca su in alto per poi farla riscendere dolcemente dall’altro lato. Rimaniamo tutti incantati a guardarle, sono ipnotizzanti. Mentre prima con la bonaccia sembravano un tappeto che sventolava piano piano, ora sono vere montagnette, qualcuna frange anche e ne sa qualcosa Briciolo che indossata la sua ultima maglietta pulita, appena uscito in pozzetto viene lavato bene bene. Comunque, si viaggia spediti e arriviamo presto sotto le 1000 miglia dalla meta. A circa 800 miglia da Martinica, sempre a farfalla con velocità barca di 7 nodi, veniamo affiancati da una balena! E’ rimasta a farsi ammirare per tutta la mattina girandosi verso l’alto per guardarci, poi via sotto la barca verso prua per riapparire a poppa e rifare il giro. 