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L’Italia in Antartide

Scritto da Il Mare
13 gennaio 2026

Un ‘Antarctica Day’ decisamente corposo, al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR),quello celebrativo dei 40 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Promosso dalla Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA), l’evento si è aperto con il messaggio del Ministro dell’Università e della Ricerca (MUR), Anna Maria Bernini, seguito dagli interventi di Isabella Rauti, Sottosegretario alla Difesa con delega all’Artico, Sub-artico e Antartide, e Marco Mancini, Segretario Generale del MUR. “Oggi celebriamo i quarant’anni delle missioni scientifiche in Antartide, riconoscendo il valore della grande ‘avventura bianca’ di cui la Difesa è parte integrante, assicurando continuità, sicurezza e supporto tecnico-operativo alla ricerca scientifica nazionale al Polo Sud. La Difesa svolge un ruolo strategico a fianco della comunità scientifica nazionale, mettendo in campo competenze, mezzi e professionalità indispensabili per operare in un contesto inospitale come l’Antartide: un modello virtuoso di collaborazione che trova nuovo impulso nel recente Protocollo d’Intesa tra Ministero della Difesa ed ENEA, finalizzato a sviluppare progettualità avanzate e capacità condivise”, ha sottolineato la Senatrice Rauti. “

Un focus rilevante è stato quello delle collaborazioni internazionali, tra cui spicca lo Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR), organismo che pianifica, sviluppa e coordina la ricerca scientifica in Antartide e nell’Oceano del Sud. “A questo organismo indipendente internazionalmente riconosciuto, aderiscono 46 nazioni, fra cui l'Italia, e 9 associazioni internazionali”, come evidenziato da Giovanni Macelloni, Direttore dell’Istituto di Fisica Applicata ‘Nello Carrara’ del CNR (CNR-IFAC) e delegato SCAR del Ministro dell’Università e della Ricerca. 

Antartide: al via la 41a stagione della ricerca italiana

È iniziata nel continente di ghiaccio la 41a spedizione di ricerca italiana. Oltre 200 tra tecnici, ricercatori e ricercatrici saranno impegnati in questa estate australe in progetti che vanno dalla glaciologia alla geologia, dalla climatologia alla biodiversità all’oceanografia e perfino alla ricerca medica e spaziale. La base costiera Mario Zucchelli, la stazione italo-francese Concordia sul plateau antartico a oltre 3.000 metri di altitudine, il campo remoto di Little Dome C e il rompighiaccio Laura Bassi saranno le basi operative delle ricerche. Le missioni sono condotte nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra), 

Il programma è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) e gestito dal Cnr per il coordinamento scientifico, da Enea per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica di Trieste per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi.

Il progetto più ambizioso della spedizione è senza dubbio la quinta e conclusiva campagna di perforazione del progetto Beyond EPICA-Oldest Ice, che coinvolge dodici istituzioni di ricerca di dieci Paesi europei. Guidata dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), la collaborazione internazionale vede impegnato nel campo di Little Dome C, a 35 chilometri da Concordia e a 3.200 metri sul livello del mare, un team di 15 persone tra scienziati, scienziate e personale logistico. Il gruppo, che opererà per due mesi in condizioni estive antartiche, con temperature medie di -35°C, ha un duplice obiettivo: perforare il substrato roccioso sotto la calotta glaciale per stimare quando è stato esposto per l’ultima volta alla luce solare, dato chiave per determinare l’età della calotta stessa, estrarre nuovi campioni di ghiaccio nella parte più profonda della perforazione, tra 2.350 e 2.590 metri, e ottenere una quantità sufficiente di materiale da analizzare in relazione alla Transizione del Pleistocene Medio (MPT), periodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima terrestre.

“Gli obiettivi di questa campagna pongono delle sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica – spiega da Little Dome C Carlo Barbante, professore ordinario all'Università Ca' Foscari Venezia, associato a Cnr-Isp e coordinatore di Beyond EPICA - Oldest Ice – Affrontiamo queste sfide forti del successo delle scorse campagne, che hanno portato al raggiungimento del substrato roccioso della calotta nei tempi previsti, e della qualità del team internazionale di ricercatori e personale tecnico del progetto”. 

Il progetto Beyond EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) - Oldest Ice è stato finanziato dalla Commissione Europea e sostenuto da partner nazionali e agenzie di finanziamento in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito. 

I partecipanti alla campagna Beyond EPICA - Oldest Ice  2025/2026:

Barbara Seth (Università di Berna, CH); Henrique Traeger (Università di Berna-CH); Matthias Hüther (Awi-DE); Johannes Lemburg (Awi-DE); Gunther Lawer (Awi-DE); Katrin Ederer (Awi-DE); Mohammad Vafadarmianvelayat (Awi-DE); Iben Koldtoft (Università di Copenhagen, DK). Marion Lahuec (Ipev, FR); Philippe Possenti (Cnrs-FR); Gianluca Bianchi Fasani (ENEA, IT); Vincenzo Genovese (ENEA, IT), Sergio Zannini (ENEA, IT); Carlo Barbante (Università Ca’ Foscari/Cnr-Isp, IT), Chiara Venier (Cnr-Isp, IT).

Le Forze Armate partecipano alla spedizione con 20 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri. Affiancheranno sul campo i ricercatori e le ricercatrici durante tutto il corso della spedizione, rendendo possibili e sicure le campagne esterne e subacquee, ma anche le operazioni aeree grazie alle competenze dei meteo previsori e dei controllori di volo. Alle attività parteciperanno anche 3 componenti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La nave rompighiaccio Laura Bassi

Altra attività di ricerca sarà sviluppata sulla N/R Laura Bassi, già Polar Queen. In particolare la rompighiaccio navigherà complessivamente 4 mesi nelle acque antartiche e sarà impegnata in 5 progetti di ricerca finanziati dal PNRA, oltre che in attività di supporto logistico, coinvolgendo 44 unità di personale tecnico e scientifico e 23 membri dell’equipaggio.

Nello specifico la missione si dividerà in due campagne di ricerca: la prima, di 25 giorni, sarà dedicata principalmente alle attività logistiche di supporto alla Base Zucchelli e al trasferimento nel continente Antartico delle carote di ghiaccio raccolte nell’ambito dell’iniziativa internazionale Ice Memory, guidata dalla Ice Memory Foundation; la seconda, che vedrà a bordo 30 persone impegnate in 5 progetti di ricerca, durerà 58 giorni e inizierà il 30 dicembre, dopo un cambio di personale a bordo effettuato al rientro in Nuova Zelanda. Il definitivo rientro in Nuova Zelanda è previsto per i primi giorni di marzo 2026, mentre quello in Italia è atteso nella seconda metà di aprile.

È possibile seguire la rotta della nave Laura Bassi al seguente link: [https://laurabassi.ogs.it/](https://laurabassi.ogs.it/), 

mentre a questo link è possibile accedere alla webcam montata sulla prua della nave: [https://laurabassi.ogs.it/lb_snapshot.html](https://laurabassi.ogs.it/lb_snapshot.html)

La N/R Laura Bassi è oggi l’unica nave rompighiaccio italiana per la ricerca oceanografica in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia in Artico. È stata acquistata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS nel 2019 grazie al finanziamento dell’allora Ministero dell’università e della ricerca – MUR e opera a supporto di tutta la comunità scientifica. L’obiettivo principale della nave Laura Bassi è il supporto scientifico e logistico alle missioni polari italiane e al contempo consentire la ricerca oceanografica e geofisica dei ricercatori dell’Ente e della comunità scientifica nazionale ed europea a livello globale e, in particolare, polare. È una rompighiaccio categoria A classe PC5 ed è stata concepita come una nave speciale combinando in maniera ottimale sia capacità cargo sia di ricerca scientifica. Ha una stazza di 4028 tonnellate, è lunga 80 metri e larga 17 metri, ha un sistema di posizionamento dinamico che le garantisce un’elevata manovrabilità e un’accuratezza di stazionamento in un prefissato punto dell’ordine di 1 metro. La struttura del fasciame, particolarmente robusta, le permette di operare in mari coperti da ghiaccio senza temere danni strutturali.

Museo Nazionale dell’Antartide Felice Ippolito

Una delle infrastrutture di supporto al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide è il Museo Nazionale dell’Antartide ‘Felice Ippolito’ (MNA), dove vengono conservati e studiati i reperti raccolti nel corso delle spedizioni antartiche. 

Di proprietà universitaria, il museo è anche un centro nazionale e internazionale di ricerca sulla storia dell'esplorazione dell'Antartide.

Il complesso, suddiviso inizialmente in tre sedi, Siena, Genova e Trieste, è ormai attivo solo sulle sedi di Siena e di Trieste, dopo che Il 31 agosto 2017 la sede di Genova Museo Nazionale dell’Antartide ha cessato definitivamente la sua attività.

La sede di Siena: situata nell'area didattica del Laterino, conserva una biblioteca di oltre 4.000 documenti, una cartoteca di oltre 900 mappe dell'Antartide, una raccolta di oltre 7.000 foto aeree e da satellite, una Petroteca di oltre 19.000 campioni di rocce e fossili, una collezione di oltre 1.100 esemplari di meteoriti. In un percorso tematico che, a partire dalla storia dell’esplorazione e sviluppo della scienza sul continente, tocca i principali temi della ricerca antartica Illustrando, in particolare, i principali temi della ricerca antartica: la geologia, la glaciologia, la paleoclimatologia, la biologia, le scienze dell’atmosfera e del mare, la cartografia tematica.

“Sono rocce, sedimenti, meteoriti, ghiaccio, organismi animali e vegetali, batteri e funghi: tutto ciò rappresenta un unicum nel panorama dei musei polari mondiali. “Il nostro Museo -ha spiegato Carlo Alberto Ricci, Presidente del MNA - ha recentemente avviato la catalogazione del patrimonio multimediale relativo all’Antartide, che vede il coinvolgimento di tutti gli enti pubblici di ricerca e le università che partecipano al PNRA, chiamando la comunità scientifica a effettuare studi per la valorizzazione di questi reperti”.

Le informazioni sono fornite attraverso vetrine con campioni di rocce, meteoriti, ventifatti, bombe vulcaniche, fossili, preparati di organismi. Il visitatore esplora l’Antartide tramite filmati e postazioni interattive, potrà osservare le rocce e minerali antartici, animali e piante fossili e viventi, cercare su una zona di ghiaccio blu le meteoriti e trovare informazioni sui reperti conservati presso il Museo. La sede di Siena partecipa anche all’organizzazione di mostre temporanee presso la sua sede e presso strutture esterne quale la mostra “Artide ed Antartide”.

La sede di Trieste: situata nel comprensorio universitario di San Giovanni, occupa un'area di 800 m2. Conserva reperti geologici, sedimentologici, marini e testimonianze della storia dell'esplorazione antartica, con particolare riferimento alle esplorazioni di Scott, Shackleton ed Amundsen. L'area espositiva è divisa in tre settori: storiografia dell'Antartide; storia delle esplorazioni dell'Antartide; storia delle spedizioni italiane in Antartide.    

La sede di Genova: situata nell'area espositiva del porto antico, illustrava il continente antartico e le attività di ricerca, con specifica attenzione alla biologia ed ecologia. Era soprattutto incentrata sulle attività di ricerca della base italiana Mario Zucchelli e italo-francese Concordia.

Mostra “Antartide, il continente bianco 40 anni di ricerca italiana”

Dal 2 dicembre è aperta, nella storica sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma, la nuova mostra “Antartide, il continente bianco. 40 anni di ricerca italiana”.

È una mostra scientifica interattiva dedicata al continente più affascinante e misterioso del nostro Pianeta e al contributo di 40 anni di ricerche italiane in questa regione.

Inserita nelle celebrazioni del 40° anniversario del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, promosse dal Ministero dell'Università e della Ricerca tramite la Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA), la mostra si rivolge ad un pubblico ampio, divulgando contenuti accessibili e coinvolgenti.

Ai visitatori e alle visitatrici sono dedicate visite guidate pensate per stimolare la curiosità e, in particolare per le scolaresche, favorire l’apprendimento grazie a momenti di sperimentazione diretta, narrazione e dialogo. Il pubblico ha, inoltre, la possibilità di dialogare con il personale scientifico e tecnico che ha partecipato alle spedizioni italiane in Antartide e di ascoltare dalle parole dei protagonisti come sia possibile vivere e lavorare in un ambiente così estremo.

La mostra illustra molteplici aspetti dell’Antartide, dalle sue caratteristiche climatiche, geologiche e biologiche e alle condizioni e fenomeni che definiscono la sua atmosfera, i suoi mari e gli ecosistemi che li popolano. Le scoperte e i risultati delle ricerche più recenti sono presentati anche attraverso video, immagini e installazioni interattive, con l’obiettivo di documentare in modo chiaro le principali sfide e i risultati della ricerca condotta in Antartide.

L’esposizione si sviluppa su un percorso che illustra la storia e la geografia del continente e ripercorre le tappe della presenza italiana, evidenziando i risultati scientifici e logistici più significativi. 

La mostra è visitabile presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Piazzale Aldo Moro, 7 - 00185 Roma. L’ ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria per scuole e gruppi al link _Booking CNR_ e comunicazione@cnr.it

È aperta al pubblico e alle scuole, presso la sede centrale del CNR, dal 2 dicembre 2025 al 23 gennaio 2026 con il seguente orario di apertura:

Per le scuole: da lunedì a venerdì ore 09.00 - 13.30

Per il pubblico: ogni martedì e giovedì ore 16.00 - 18.30

Chiusura: sabato, domenica e festivi

La visita guidata dura 90 minuti

Articolo a cura di Giovanni Cespa

 

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