Cultura e ambiente del mare

A Roma l’Ocean Tour 2026 La foresta sottomarina che rischia di sparire.

Scritto da Giovanni Cespa
16 ottobre 2026

Esistono foreste che crescono sott’acqua, formate da kelp, nome inglese di alghe laminariali della classe Feoficee, grandi alghe brune che formano veri e propri ecosistemi sottomarini: una struttura tridimensionale che offre rifugio, nutrimento e aree di riproduzione a moltissime specie marine. Specie come il kelp gigante (Macrocystis pyrifera) possono crescere fino a 30–60 centimetri al giorno, raggiungendo altezze comprese tra i 30 e i 50 metri.

Crescono in tutto il mondo lungo le coste temperate e polari (come quelle del Pacifico nordamericano, del Regno Unito, dell'Australia, del Sudafrica e di alcune aree del Sud America), e persino in alcune regioni tropicali inaspettate, come l'Ecuador, creando un habitat fondamentale per moltissime specie marine. Questi ecosistemi sottomarini densi e imponenti, formati da grandi alghe brune popolano le acque costiere fredde e ricche di nutrienti. Le alghe kelp sono prive di vere radici, fusti o foglie. Si ancorano invece ai fondali rocciosi mediante una struttura di fissaggio simile a una radice chiamata aptero o disco di ancoraggio (holdfast), si sviluppano verso l'alto attraverso fusti flessibili (detti stipi) e utilizzano vescicole piene di gas (chiamate pneumatocisti) per mantenere le lamine algali in prossimità della superficie, così da poter catturare la luce solare.


Ma il loro ruolo non si ferma qui. Il kelp contribuisce ad assorbire carbonio, rallenta le correnti e attenua l'energia delle onde, contribuendo alla protezione degli ecosistemi costieri. Eppure, in molte aree del mondo, queste foreste stanno scomparendo per diverse ragioni, tra cui il riscaldamento delle acque marine, la pesca intensiva e la proliferazione incontrollata dei ricci di mare.

 


In Norvegia, ad esempio, a trasformare i fondali in distese quasi prive di vegetazione è soprattutto la proliferazione dei ricci di mare. Quando vengono meno i predatori che ne controllano la presenza, i ricci possono consumare il kelp più velocemente di quanto riesca a ricrescere. Il risultato è un ecosistema che perde progressivamente la propria struttura e la biodiversità che ospita.

La buona notizia è che una foresta sottomarina può tornare.

È su questa possibilità che si stanno concentrando ricercatori, subacquei e comunità locali, attraverso attività di ripristino e iniziative di citizen science, che permettono anche ai cittadini di partecipare direttamente al monitoraggio dell'ambiente marino. Riducendo la pressione dei ricci, il kelp può infatti tornare a colonizzare il fondale e ricostruire progressivamente il proprio habitat.

 


È proprio tra queste foreste sottomarine, e nei luoghi in cui sono ormai scomparse, che si sviluppa la storia di Stone Biter: Saving the Arctic Sea Forests.

 


Nel corso della rassegna sarà infatti presentato il cortometraggio documentario Stone Biter: Saving the Arctic Sea Forests che il regista e fotografo italiano Ismaele Tortella ha realizzato nel 2025/2026, che esplora la scomparsa dei kelp in Norvegia e la ricerca del pesce lupo (wolffish).

Trasferitosi nella Norvegia settentrionale esplora le gelide acque artiche per filmare l'iconico pesce lupo, il grande predatore che vive tra le rigogliose foreste di kelp.

Ma sotto la superficie, scopre una cruda realtà: un fondale oceanico spoglio, dove le foreste marine, un tempo fiorenti, sono quasi scomparse.

 


Navigando in un mare freddo e sconosciuto, Ismaele svela il mistero della scomparsa delle alghe.

Incontra scienziati, subacquei, volontari e comunità locali che non vogliono arrendersi e abbandonare l'oceano che amano. Insieme, stanno dando vita a un nuovo tipo di movimento fondato su resilienza, ripristino ambientale e speranza.

Sempre nella serata, insieme ad altri film, corti e documentari saranno presentati OCEAN IMPACT, che racconta persone, organizzazioni e progetti con cui OCEAN Film Festival condivide una missione: conoscere, proteggere e preservare l’oceano, ogni giorno, e OGYRE: una rete di persone impegnate nella rigenerazione dell’oceano e prima rete globale di Fishing for Litter impegnata nel recupero dei rifiuti marini e costieri.

Con questa campagna, fornirà supporto logistico e finanziario ai pescatori e alle comunità locali coinvolti nella raccolta di 5.000 kg di rifiuti marini e costieri durante i mesi di Ottobre e di Novembre.

La missione è chiara: salvaguardare e proteggere l’ecosistema marino e sostenere le comunità locali coinvolte per restituire all’Oceano la sua bellezza naturale e garantire un futuro migliore alle prossime generazioni

Ocean Film Festival World Tour Italia

The Space Cinema Moderno - ROMA

Martedì 3 novembre 2026 alle ore 20:00

 


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