Le notizie della libreria "Il Mare"

Le sirene del Mediterraneo: quando la berta grida nel silenzio

Scritto da Il Mare
15 luglio 2026

Un problema invisibile sta uccidendo gli uccelli marini. È urgente proteggere il volo della berta. La berta maggiore, la sirena del Mediterraneo è a rischio estinzione.

Le berte vivono tra cielo e acqua. Attraversano il mare aperto per mesi, seguendo il vento e le correnti. Poi, ogni anno, tornano nello stesso nido. Sempre nello stesso luogo. Per deporre un solo uovo. Per crescere un solo piccolo.

È un equilibrio fragile. E oggi si sta spezzando.

Durante le attività di pesca molte berte restano intrappolate nelle reti o agganciate agli ami.

È il bycatch: una cattura non intenzionale che ogni anno coinvolge migliaia di uccelli marini anche nei nostri mari. Molti non riescono più a tornare in superficie. E quando un genitore non torna al nido, spesso anche il piccolo non sopravvive.


Cos'è il bycatch?

Il bycatch è una delle principali minacce per gli uccelli marini del Mediterraneo. Secondo le stime, in Europa circa 200.000 uccelli marini vengono coinvolti ogni anno nelle catture accidentali legate alla pesca.

uccello bertaIn Italia, i dati raccolti dalla Lipu, mostrano una situazione preoccupante, senza contare che il bycatch si verifica anche in zone non ancora adeguatamente monitorate.

Alcuni esempi


SICILIA, Arcipelago delle Pelagie.

Ospita la seconda colonia più importante di berta maggiore, circa 10.000 coppie nidificanti. Stima annuale: tra 423 e 961 uccelli marini catturati dalla sola pesca con palangaro derivante.

Palangaro: sistema di lenze con centinaia/migliaia di ami. Le berte vengono attirate dalle esche, ingoiano gli ami e restano agganciate sott’acqua.


LAZIO e CAMPANIA, Tirreno centrale.

Oltre 400 berte minori morte in soli 50 giorni lungo le coste nella primavera del 2025.

Reti da posta: reti calate in mare in cui gli uccelli si impigliano. Le berte, mentre si immergono per nutrirsi, restano intrappolate e non riescono a riemergere.

In alcuni casi, durante i monitoraggi, si riesce anche a intervenire in tempo, liberando gli uccelli rimasti impigliati. Sono momenti preziosi. Ma non bastano.


Altre minacce che mettono a rischio la berta maggiore oltre il bycatch

la scomparsa di zone pescose soprattutto vicino alle colonie, e quindi la difficoltà a procurarsi cibo per i nutrire i piccoli. Come abbiamo detto le berte fanno lunghi viaggi per nutrirsi, dall'isola di Linosa possono arrivare in Tunisia, tutto in un solo giorno. Ma non appena le uova si schiudono tutto cambia. Il pulcino della berta deve essere nutrito con frequenza e di conseguenza i viaggi dei genitori sono molto più brevi e al massimo di pochi giorni. Non appena avviene la schiusa un adulto rimane con il piccolo per qualche giorno, poi entrambi i genitori lo lasceranno solo per tornare tutte le notti a portargli il cibo. In questa fase, la presenza di aree pescose vicine alle colonie è essenziale, se queste venissero a mancare i genitori non riuscirebbero a tornare con la frequenza necessaria allo sviluppo del loro piccolo. Per proteggere le berte quindi è indispensabile prima di tutto capire dove le berte si procurano il cibo e fare in modo che queste aree vengano protette.


Infine il disturbo dei nidi causato dalla presenza dell’uomo e dai ratti, introdotti nelle isole dalle navi mercantili, di cui i piccoli sono vittima-


Come abbiamo visto, molte le minacce per questo uccello marino  (Calonectris diomedea) il cui caratteristico richiamo ispirò l'antico mito delle sirene. Infatti, al contrario di quanto si pensa, le antiche sirene non erano mostri metà donna e metà pesce, ma erano per metà uccelli. Gli antichi Greci, navigatori e studiosi del mare, conoscevano molto bene le berte, loro compagne di viaggio, sapevano che esse durante la nidificazione passano la notte sulle scogliere e con il loro canto notturno simile al pianto di un bambino, affascinano e spaventano. E così le sirene di Ulisse e del viaggio degli Argonauti sono creature simili a uccelli che seducono i marinai spingendoli verso gli scogli. Solo con i bestiari medievali la sirena si trasforma in un animale per metà pesce.


Questo formidabile uccello vola per ore senza sosta, libera sull'acqua. Può rimanere in mare per settimane, persino per mesi, senza mai toccare terra.


La berta maggiore, uno degli uccelli più straordinari di tutto il Mediterraneo e il suo volo hanno bisogno però di essere protetti.


“Ali sul mare” il progetto Lipu per salvare la berta maggiore

Nel 2008 proprio sull'isola di Linosa che ospita la più grande colonia di berte di tutto il Mediterraneo, la Lipu ha avviato un importante progetto con lo scopo di studiare il comportamento della berta maggiore e quindi proteggerla. Con il progetto “Ali sul mare” I nostri scienziati hanno utilizzato la tecnologia GPS per tracciare il viaggio di questi animali. In questo modo ci siamo fatti un'idea di come si muovono le berte, dove cercano il cibo e quali sono le aree più importanti per la loro sopravvivenza.


Come si studia il volo della berta maggiore?

Un piccolo e leggerissimo “zainetto radio” viene posizionato sulla schiena della berta la notte, quando rientra in colonia. Quando la mattina l’animale spicca il volo per cercare il cibo, questo strumento può registrare varie informazioni sul viaggio intrapreso per cercare il cibo. Lo zainetto viene poi rimosso al rientro della berta dal suo viaggio, senza arrecare alcun danno all'animale. I dati raccolti ci aiutano a ricostruire il viaggio delle berte sui nostri mari. Queste informazioni raccolte, potranno essere utilizzate per proteggere anche le altre colonie della berta maggiore in tutto il Mediterraneo.


Un mare sicuro per la berta maggiore

Gli studi condotti sull’isola di Linosa, sono stati effettuati anche in altre tre importanti colonie situate nell’Arcipelago delle Tremiti, nell’Arcipelago Toscano e nell’Arcipelago de La Maddalena. Queste ricerche hanno dato ottimi risultati e hanno permesso di identificare con buona precisione le aree marine maggiormente utilizzate dalla berta maggiore, e quindi le aree che maggiormente necessitano di un’adeguata gestione per tutelare gli uccelli marini. Queste aree diventeranno IBA (Important Bird Areas) e in futuro potrebbero entrare a far parte della rete Natura 2000 come Zone di Protezione Speciale.


La sopravvivenza della berta maggiore, come quella di altri animali a rischio di estinzione, è legata strettamente alle leggi europee che proteggono le specie e gli ambienti in cui queste specie vivono. Senza le Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” non sarà possibile tutelare le aree di alimentazione più importanti per la berta maggiore e per altri uccelli marini. Per questo è importante sostenere il progetto della Lipu.


Link di Ornis Italica in cui una berta maggiore è liberata dall’amo:

https://www.facebook.com/watch/?v=392316199110326

Per anni questo problema è rimasto invisibile.

Ora però è documentato scientificamente grazie all’incessante lavoro della Lipu.

In questi anni siamo saliti a bordo dei pescherecci, abbiamo raccolto dati, osservato e documentato quello che accade in mare. E, soprattutto, abbiamo iniziato a sviluppare soluzioni concrete insieme ai pescatori.

Sistemi dissuasori, come boe e fasce colorate applicate alle reti, capaci di ridurre le catture accidentali senza fermare le attività di pesca.

AIUTATE LA LIPU A SOSTENERE QUESTA BATTAGLIA

Conto corrente postale

c/c n. 10299436, 
intestato a: Lipu ODV
Via Pasubio 3/bis 43122 Parma

Giroconto postale

IBAN: IT28 N076 0112 7000 0001 0299 436
Indicare nella causale il recapito completo e il progetto che si vuole sostenere.

Bonifico Bancario

IBAN Intesa Sanpaolo:
IT 06 R030 6909 6061 0000 0101 658

NUOVO IBAN Banca Etica:
IT 58 E050 1812 8000 0001 6665 556
intestato a: Lipu ODV
Indicare nella causale il recapito completo e il progetto che si vuole sostenere.

Ti serve aiuto?

Per maggiori informazioni parla con noi:
+39 0521 1910777
ufficiosoci@lipu.it

DONA ORA

sostieni questa battaglia
causale: UCCELLI MARINI

Potrebbe interessarti